Ieri notte è stata la notte di un record, un altro record, uno dei tanti record. E impilati uno dopo l'altro dal solito giocatore. Di chi si tratta? Beh, di un ragazzo 36enne che porta la canotta numero 24 gialloviola, ieri bianca per il Sunday Match, e che da piccolino seminava il panico nelle palestre dell'Italia dove giocava il padre, tra Rieti, le due Reggio e Pistoia. La leggenda narra che durante una partita delle giovanili, sempre in Italia, giocò in squadra con e contro dei ragazzi più grandi di lui, che alla prima impressione decisero di lasciarlo giocare nonostante fosse sotto-età. "Tanto cosa vuoi che faccia? E' solo un bambinetto", dicevano. Bene. Quel bambinetto inizia a segnare un canestro dopo l'altro, ruba palloni manco fosse Walt Frazier, non facendo nemmeno passare la metà campo agli avversari, che scoppiano in lacrime. Il coach avversario minaccia al suo omologo dall'altra parte di sostituirlo immediatamente, "lo sai che non potrebbe nemmeno giocare?". Questo sarebbe uno dei tanti episodi di questo tipo che caratterizzeranno la carriera di suddetto campione.
Come scusate? Non ho ancora detto il nome? Ah, ok. Ma i primi 2 indizi erano un aiuto troppo grande, praticamente hanno già risposto da soli. Comunque, trattasi di Kobe Bryant.
Kobe ieri sera ha messo a referto una tripla doppia "monstre", una di alcune triple doppie fatte da lui registrare in NBA, da 31 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Ma non è questo il record. No. Il Black Mamba è l'unico giocatore nella storia della lega ad aver realizzato almeno 30mila punti e 6mila assist.
Toronto presenzia ancora una volta nel destino del numero 24: il 22 gennaio del 2006, Kobe, allora con la casacca numero 8, mette a segno ben 81 punti nella partita contro la franchigia canadese, entrando nella storia come il secondo marcatore di sempre in una stessa partita. Il primo? Beh, tale Wilt Chamberlain e i suoi 100 punti, che a mio avviso rimarranno ancora a lungo lassù, sul gradino più alto del podio.
Bryant però ha ancora un obiettivo, molto grande, che se fosse per lui tenterebbe di raggiungere anche da decrepito novantenne: il sesto anello. Finora arrivato a quota cinque, vedremo se saprà ancora stupirci con giocate acrobatiche e deliziose come questa che potete guardare qui sotto, anche se sicuramente il titolo non arriverà in questa stagione, visto il roster a disposizione di coach Byron Scott. Se nel giro di uno o due anni i Lakers riusciranno a imbastire un organico all'altezza, forse Kobe potrà finalmente raggiungere nell'Olimpo del basket il più famoso giocatore di tutti i tempi con i suoi 6 anelli: Michael Jordan.
P.S. Il più vincente è il Signor Bill Russell. Come dice lui, "ho più anelli NBA che dita delle mani".
Nessun commento:
Posta un commento